Tsunami – Definizione e Cause

Un fenomeno che incute timore ma che innesca anche una certa confusione sulla sua origine è lo tsunami, termine che deriva dal giappone e vuol dire letteralmente “onda del porto”.

Noto anche come maremoto: lo tsunami è un evento che si verifica di solito come conseguenza di un terremoto sottomarino e può portare danni significativi sulla costa, a causa della massa d’acqua spostata che si abbatte su case, infrastrutture e persone.

Bisogna considerare che Tsunami cause vanno trovate in smottamenti lungo le coste o da spinte violente verso l’altro del fondale oceanico. L’energia liberata porta alla formazione di un moto ondoso anomalo che può viaggiare per lunghi tratti di mare per poi riversarsi sulla terra.

Una questione da valutare è lo tsunami quanto tempo dopo terremoto si manifesta, elemento che dipende da vari fattori che portano ad allungare l’intervallo di tempo fra i 2 eventi, come la distanza dalla costa e la velocità raggiunta dal moto ondoso.

Un livello estremo di questo tipo di fenomeno è rappresentato dal mega tsunami, molto quotato nei film catastrofisti ma che ha solide basi nella realtà. Si tratta infatti di tsunami innescati non da terremoti ma dalla caduta di oggetti in acqua, quindi come conseguenza di frane oppure, più raramente, dalla caduta di meteoriti; in questo caso le onde generate possono essere alte addirittura migliaia di chilometri. Un’ipotesi in voga per spiegare l’estinzione dei dinosauri si richiama proprio ad un mega tsunami che sarebbe avvenuto 66 milioni di anni fa.

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Un mega tsunami più vicino nel tempo e nello spazio a noi è stato quello che ha determinato il disastro del Vajont nel 1963, quando una frana enorme si è staccata dal Monte Toc per finire dentro alle acque del bacino. L’impatto violentissimo ha portato alla formazione di un’onda di oltre 250 metri di altezza che ha superato la diga e causato la distruzione quasi totale di Longarone e provocato danni e vittime in altri centri della zona.

Nel corso della storia gli tsunami sono ricorrenti e citati anche da testi antichi, Bibbia inclusa: il passaggio degli ebrei nel Mar Rosso sembra sia infatti da collegare ad uno tsunami, considerando anche l’elemento del ritiro delle acque come tipico evento che anticipa l’onda di maremoto. Si ipotizza inoltre un possibile nesso con l’eruzione del vulcano di Santorini avvenuta verso il 1600 a.C., che generò effettivamente un potente tsunami raggiungendo addirittura le coste egiziane.

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Tra gli esempi più recenti, è passato drammaticamente alla storia lo tsunami Indonesia 2004, che ha causato più di 230.000 morti, e lo tsunami Giappone 2011, avvenuto in un paese a grosso rischio sismico e seguito proprio ad un fortissimo terremoto di Magnitudo Momento 9, che ha fatto tremare la terra per ben 6 minuti. Le onde che si sono formate, alte più di 10 metri, hanno colpito soprattutto la regione di Tohoku sull’isola di Honshū, ma si sono fatte sentire in una vastissima area, tra cui Nuova Zelanda, Filippine e Hawaii.

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Fenomeni così intensi e dalle conseguenze a volte molto gravi invitano a mantenere sempre alta l’attenzione sui possibili segnali di pericolo imminente, soprattutto in certe aree, e ad adottare corretti dispositivi di monitoraggio e allerta per la popolazione.